Piccola introduzione:
Io adoro il treno.
E' il mio mezzo di trasporto preferito, mi piace incontrare gente si sta comodi, non è sempre sta pulizia ma è bello.Il treno, le stazioni. Bello bello. E quando adori una cosa ricevi delle delusioni piu cocenti se vedi che vengono così disservite, maltrattate, sporcate.
Cioe'...
Ieri parto per Roma, e contento compro il mio biglietto dell'Eurostar.
Eurostar è pubblicizzato come il treno di qualità delle Ferrovie di Stato italiane, un po' piu caro ma di qualità.
Ma de cheeeeee!
Un elenco di semplici disfunzioni e disservizi in un solo viaggio.
In stazione arriva il treno. Le portiere del mio vagone non funzionano. Devo salire due vagoni piu in la.
Ok, salgo e vado al mio posto. Ci sono in giro le persone delle pulizie, poverini stanno ancora lavorando quando il treno E' GIA' ABBONDANTEMENTE PARTITO.
Bello sapere che si fanno le pulizie, un po' meno sapere che queste cose si dovrebbero fare un po prima.
Sistemo le valige negli appositi scompartimenti fetenti e vado a sedermi al mio posto prenotato in precedenza. Ok, è andata pensavo io.
Incontro un amico che mi offre di andare a prendere un caffè sul treno. Accetto e ci incamminiamo verso la carrozza 4.
Carrozza 4 dove si muore dal caldo, una temperatura tropicale, dove caffè e le bevande calde non si possono avere perchè dicono che la macchina non sia alimentata che manca la corrente. In compenso c'è una puzza di bruciato immonda, come di fili bruciati. Altroche mi sa che c'è stato un bel corto circuito da quelle parti, poveracci quelli che lavorano penso io. Ok, il mio amico mi offre una Pepsi. Ce la beviamo e ci incamminiamo ai nostri posti.
Devo andare al bagno, so cose da fare in treno. Con la scusa ti sgranchisci un po' le gambe, il treno è bello anche per questo. Entro nel bagno. desolazione. Pulito era pulito, diciamo era pulito.
Ma c'era un disordine in bagno, tutto distrutto. Come se avessero buttato una granata e avessero chiuso la porta.
In ordine: il sapone non funzionava, apro l'acqua per lavarmi le mani e la pressiona da pompiere del rubinetto fa si che mi bagni dritto tutto sulla patta dandomi un aria da barbone pisciato barbone e l'aria calda per asciugare non funzionava, il cesso emanava un odore immondo, il cestino delle carte era stato smantellato, la carta igienica era del tipo che si spappola appena la tocchi... Che schifo. E io devo uscire il mio pisello per fare pipì lì dentro? Sono uscito dal bagno vergognato e bagnato sui pantaloni, con la promessa di andare in bagno a Roma.
Ritorno al mio posto e schiaccio un pisolino. Alemno cosi mi passa la voglia di alzarmi e avere altre sconcie esigenze. Cerco allora di abbassare la tendina parasole e di reclinare il sedile.
La tendina parasole non funziona, clicco i pulsantini e sento "ERERRERR RERERRRRR" rumore infernale che non porta nulla tranne che a infastidire i miei vicini. La tendina non va ne su, ne giu. Solo il rumoraccio.
E i pulsantini assolutamente poco ergonomici vengono urtati dal mio corpicino e da quello di altre persone molto facilmente. Ogni tanto sento provenire dai sedili davanti o dietro di me il ERERERRR REEEEEEEERRRR. Magnifico, anzichenò.
Ci sarebbero anche altri magnifici piccoli particolari che mi hanno fatto amare questo viaggio in Eurostar ma la cosa sarebbe troppo lunga perchè ho purtroppo un senso di osservazione troppo acuto per certe cose. Oppure le cose sono così macroscopicamente... sbagliate?
Non volgio parlare di quelle volte in cui l'Eurostar ha fatto ritardi mostruosi perchè si sentiva puzza di bruciato, quando hanno cambiato carrozze perchè c'eranoi freni che non andavano, quando non ha funzionato l'aria condizionata in interi scompartimenti facendomi sentire peggio che nel Kursk. Ce ne sono di avventure che ho passato sul mio mezzo che mi ostino sempre a riprendere.
Bene, finalmente arrivo a Roma Termini e ringrazio TrenItalia di aver fatto si che il treno Eurostar 9354 Lecce-Roma del 29 settembre 2006 si arrivato a destinazione.
E li ringrazio anche che il treno abbia fatto circa 60 minuti di ritardo.
Si, li ringrazio. Perchè a questo punto mi sa che è l'unico modo per avere un rimborso su un disservizio simile.
Aggiunta del 05/10/2005:
Cioè... anche il ritorno fatto il lunedì due in un InterCity... AHAH! Un'ora di ritardo, ma per fortuna che avevo prenotato le cuccette. Purtroppo non danno rimborsi. E lo stesso giorno hanno fatto vedere che in Italia il ritardo dei treni rigaurda il 50% delle corse, con una media di 40 minuti. Ok sono nella media e odio essere ricordato come uno medio.
Dimenticavo, in Giappone sono solo 4 i secondi medi di ritardo e nei paesi Europei siamo ultimi. Bah, chissa com'è no?
Poche spiegazioni, ne darò breve e impersonale.
Un motto bellissimo, l'ho sempre avuto avanti, è scritto un timone di una nave che mio padre ha guidato, la Nave Farfalla.
Visto il nome della nave, il significato e altro, ho deciso che anche lui diverrà protagonista del mio corpo.
E me lo porterò dietro per sempre.
Per chi avesse il latino arrugginito, significa che l'acqua pura non teme tempesta.
Il mare, i sentimenti e la mia vita di nuovo protagonisti nel mio corpo.
Cioe ora non mi venite a dire che con la Coca-Cola si possono anche cucinare delle ricette.
Nooooo!
La vera bevanda americana, il vero pezzo di Stati Uniti che ha cambiato anche le vesti a Babbo Natale facendolo panzone e con un ridicolo vestito rosso, si puo' anche cucinare.
Acido solforico, caramello, additivi e tante altre genuinità si possono cucinare tranquillamente.
Ma il sapore? Il profumo? Di cosa sapranno delle ricette alla Coca (ma immagino anche altre bevande simili)
Oddio non è che la cucina americana sia paragonabile alla nostra ma ma ma!
Nooooo!
GLOM! come direbbe Paperino (Donald Duck per gli anglofili).
Oddio, sfumeremo l'arrosto con il nostro bicchierino di coca invece che con il bon vinello rosso?
No, no, no. Io non ce l'ho contro la Coca-cola ma...
Non ci posso credere.
Evviva lo strutto, il lardo, e i ciccioli!
Se però si è curiosi di comprarlo e di provare qualche ricetta potete ordinarlo qui su Amazon.com
(io proprio non ho tutta questa fretta a dire il vero...) Dalla Grecia alla Spagna, dall'Italia al Marocco, dalla Francia alla Turchia, noi che siamo culla di ccina mediterranea, la piu buona del mondo gridiamo in coro: Evviva il vino! Via la Coca-cola dalle nostre cucine!
Dedicato a Franziska, grande estimatrice della Coca-Cola.
Lomo - Alcune fotografie per il sociale - Capobianco
L'arte e il sociale sono stati da sempre fenomeno di discussione. Per me ancora di più perchè mi coinvolge profondamente. Vivo in una città in cui non sono nato nè le mie radici sono propriamente di qui.
Ma mi sento talvolta coinvolto molto piu degli autoctoni di Brindisi. Mi chiedo sempre perchè e ne soffro.
Ecco, che in questa pacifica ma determinata protesta contro la costruzione di un rigassificatore qui a brindisi (si, brindisi con la b minuscola)
Dove tutti sono contro questa costruzione a favore di uno sviluppo del porto più consono alla sua natura, il Sindaco il Presidente della Provincia il Presidente della Regione Puglia, insomma le Istituzioni, anche io cerco di dare il mio contributo. Ecco quindi delle mie foto, che volendo non c'entrano nulla col discorso del farsi sentire contro la costruzione di un rigassificatore a Brindisi, ma ci sono. Fotografia innocente e colori contro un grigio presagio. Me l'hanno chiesto e ho aderito con entusiasmo, pur non essendo io sto granchè
Attacco con dei chiodi massicci nel cemento sette mie lomografie 40x50, voglio colorare dei muri consunti,voglio colorare gli animi di tutti i colori delle mie foto,stimolando e sensibilizzando verso l'evitabile morte di un porto bellissimo, uno dei porti più sicuri al mondo.
Sicuro forse dalle intemperie, dal mare, dagli elementali, ma non da avide persone che cercano nella scusa dell'indotto una soluzione che ricorda tragicamente il destino petrolchimico e carbonifero locale. Una perdita di concorrenza del porto di Brindisi nel settore turistico e di movimento persone. E vogliamo parlare della salute?
Qui Brindisi, tumori a gogo. Anche mio padre. E padri di molti, troppi miei amici che hanno vissuto qui hanno avuto tragica fine o combattono almeno due battaglie: una contro le neoplasie maligne e l'altra legale.
Qui non c'è colore politico, anzi ci sono tutti i colori politici uniti sotto il blu del mare e del cielo contro il grigio del gas del denaro, delle mega-auto dei responsabili efettivi e del cuore di chi se ne frega.
Non so se per un creativo moderno come me, che ama il pop e le icone, sia giusto aderire a certe manifestazioni, io per ora l'ho fatto. Secondo me, non c'è pop art migliore di una città che vive diversamente il suo mare con la sua gente.